Saggi di Andrea Vitali

Nihil in hoc mundo mutat - 1589

I nobili danno di matto nel trionfare come nel gioco dei tarocchi

 

Alonso Villegas Selvago di Toledo (1534-1594/1615), di famiglia oriunda genovese, fu un religioso e uno scrittore spagnolo. Accanto all’insegnamento di teologia all’Università di Toledo, si dedicò alla composizione di diverse opere, fra religiose e profane. A vent’anni scrisse quella che è riconosciuto il suo componimento più famoso, la Comedia Selvagya (1) in cui narra gli amori di un cavaliere di nome Selvagio per l’illustre signora Isabela, con ogni probabilità un racconto autobiografico sull’amore dell’autore per Isabel de Barrionuevo. La commedia venne considerata dalla critica “ingegnosa opera di artificio e linguaggio molto significativo e di stile”. 

 

Dopo aver trovato rifugio nella vita religiosa, Alonso dedicò buona parte del suo tempo alla composizione di opere religiose quali la Vida de San Isidro Labrador (Madrid, 1592); la Vida de San Tirso (Toledo, 1592) e il Flos sanctorum. Primera parte (Toledo, 1578) a cui fece seguire il Flos sanctorum nuevo y historia general de la vida y hechos de Jesu Christo y de todos los santos de que reza y haze fiesta la Iglesia Catholica (Saragozza,1580).                  

                                           

 

 

Alonso

 

 

Blas de Prado (c.1545-1599): La Santa Famiglia con San Ildefonso, San Giovanni Evangelista e Alonso de Villegas, Museo Nazionale del Prado, olio su tela, 1589.

 

 

Il Flos Sanctorum ovvero il Fiore dei Santi, in sei volumi stampati fra il 1578 e 1589, tratta della vita di Gesù, di Maria, dei dodici apostoli, dei patriarchi e dei profeti del Vecchio Testamento, e di tutti i santi più famosi. Di nostro interesse è il sesto libro dal titolo Vitoria y triunfo de Jesu Christo, che venne tradotto in Italiano da Barrezzo Barrezzi e pubblicato nel 1610 con il titolo Il vittorioso trionfo di Giesu Christo.

 

Di seguito l’intero titolo del volume che riporta un generale riassunto dei suoi contenuti: Il vittorioso trionfo di Giesu Christo Dio, et signore nostro; esposto con cento discorsi sopra gli Evangeli, & diviso in due volumi. Ne’ quali si racconta la cagione del Nascimento, e della Passione sua; si descrivono i miracolosissimi suoi Gesti, la sua santa Dottrina, et i suoi divini Precetti; e si narra la grandezza dell’humiltà, et dell’amore, che mostrò, sì il Redentor nostro, come la sua Santissima Madre. E si pongono CONCETTI, e PENSIERI nuovi; ESSEMPI, e SUCCESSI maravigliosi; CONSIDERATIONI, e CONTEMPLATIONI pie: Onde possono i divoti Lettori cavarne importanti utilità. Composto dal M. R. Sig. D. ALFONSO VIGLIEGA di Toledo, Theologo, e Predicatore: da lui dato in luce in Spagnuolo, sotto il sudetto titolo, e di SESTA, & ULTIMA Parte del suo FLOS SANCTORUM: et nuovamente da BARREZZO BARREZZI Cremonese tradotto nella lingua Italiana; Et da lui dedicato All’Ill.mo e R.mo Sig.re il Sig.or CARDINALE FARNESE. (2)

 

Sebbene l’atteggiamento agiografico non si discosti dalle tante e consimili opere sull’argomento, ciò che la rende interessante è la critica sulla condotta umana, dove l’autore eccelle per il suo ironico atteggiamento nel trattare i vizi dei potenti, che ritroviamo nell’opera sotto l’argomento “Considerazioni e Contemplazioni Onde possono i divoti Lettori cavarne importanti utilità”.

 

Nel passo seguente egli discute sui ricchi e nobili uomini di Spagna, considerandoli, per il loro atteggiamento e azioni, unici più che altri. Probabilmente Alonso non era al corrente che si trattava di un agire assolutamente comune dell’intera umanità. Ciò che sorprende, nella sua dichiarazione, è constatare come nulla al mondo cambia: ancora oggi ciò che egli esprime si può ritrovare in ogni paese e massimamente nella nostra Italia.

 

I concetti sono i seguenti:

 

L’uomo ricco o di chiaro lignaggio si vanta di essere tale

L’uomo ricco vuole comandare ed essere stimato

L’uomo ricco compie misfatti di cui resta impunito

L’uomo ricco si compra le cariche di governo

L’uomo ricco che governa è molto meno intelligente dell’asino che cavalca

L’uomo ricco approfitta della sua condizione per accaparrarsi beni a poco prezzo

L’uomo ricco che governa commette ingiustizie e torti che restano sempre impuniti mentre per le loro colpe avrebbero dovuto dar dei calci al vento (1) oppure vogare nelle galee.

L’uomo di alto lignaggio impazzisce poiché nel trionfare, come nel gioco dei tarocchi (2), disprezza tutti coloro che non hanno il sangue puro come il loro.

 

(1) dar dei calzi a rovaio = dar dei calci al vento, vale a dire essere impiccati.  Rovaio è Borea ossia il vento di tramontana, il vento settentrionale (3)

(2) Nel gioco dei tarocchi con il termine di Trionfi si indicavano i cosiddetti Arcani Maggiori che avevano un maggior potere di presa sulle carte numerali e di corte, e quindi Trionfare significava vincere sugli avversari grazie al possesso di buone carte di Trionfi).

 

Di seguito il passo in questione, tradotto dall’originale spagnolo:

 

Dal Discorso Cinquantesimosesto

 

“[…] come vadino gli huomini alla cieca nel mondo, alcuni vantandosi di legnaggio, altri di ricchezze; che sono due idoli: li quali in Ispagna più, che in qualsivoglia altro reame, o provincia del mondo si fanno stimare. Per ritrovarsi un ricco vuole comandare, & essere stimato, non perche non debbe dare niente ad altri: commetterà misfatti per li quali altri daranno dei calzi à rovaio, o vogaranno in galea, & col non farsi giustitia, girano gli affari di maniera, che tosto liberamente ei veggono spassegiare. Si troveranno alcuni di questi huomini, che non han più giudicio da governare, che le mule, che cavalcano, comprano nondimeno uffici di governo, & ciò, che in quelli fanno è il mangiarsi i migliori bocconi, & à miglior mercato, overo senza pagarlo sul mercato vengano: commetton ingiustitia, torti, le quali cose prēdono [prendono] ad imprestito fino alla morte. Appresso quanti per cagione del lor legnaggio impazziscono, che per havere ottenuto nell'età nostra il trionfo (come nel giuoco de tarocchi) d'un puro sangue, quelli che di questo si gloria, disprezza tutti coloro, che à lui pare che non l'habbian cosi puro (4).

 

Note

 

1 - Comedia llamada Selvagia: en que se introduzen los amores de un cavallero llamado Selvago con una ilustre dama dicha Ysabela, efetuados por Dolosina, alcahueta famosa, Toledo, Joan Ferrer, 1554.

2 - In Venetia, Appresso Barezzo Barezzi Libraro alla MADONNA, MDCX [1610].

3 - Voce Rovaio, Vocabolario della Crusca, Quarta Edizione, 1729-1738.

4 - Comedia llamada Selvagia, op. cit., Vol. II. pp. 171 - 172

 

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